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Il Popolo d'Italia

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LA SCALATA DEL MONTE SION – 1a parte.

DiDirezione

Gen 12, 2024

Di fabrizio Prelato

PRIMA PARTE

“Il nazismo ha distrutto il giudaismo fisicamente. Il sionismo l’ha distrutto spiritualmente”

Queste sono le parole di un autorevole rabbino ultraortodosso impresse nel saggio “L’ideologia sionista. I non ebrei e lo stato di Israele”, scritto nel 2004 dal dott. Shlonsky, linguista ebreo, docente presso l’università di Ginevra.

Abraham Shlonsky

La fede ebraica ed il sionismo sono due filosofie agli antipodi, come il giorno e la notte. Il movimento sionista è nato solamente alla fine dell’ottocento e cerca di cambiare il popolo ebraico da entità religiosa millenaria a movimento politico. Tant’è che l’ideologia di Theodor Herlz aveva trovato terreno fertile presso gli ebrei russi che avevano abbandonato l’osservanza religiosa e la lingua yiddish per abbracciare la cultura socialista. Gli ashkenaziti vennero attratti dall’ideale sionista che rispondeva ad un loro bisogno politico.

Il rabbino Hirsch, nel medesimo saggio, su questo fronte usa parole durissime:

“Le rivendicazioni sioniste furono criminali. Il curriculum del sionismo è chiaro, ha nutrito una guerra dopo l’altra. La Torah ci proibisce di rubare la terra, di schiavizzare e di opprimere un popolo”.

Il rabbino Moshe Hillel Hirsch

I rabbini dissidenti, in un documento diffuso nel 2003, scrissero:

“Una parte fondamentale del nostro credo è di dover accettare con umiltà il decreto divino sull’esilio e non combatterlo o perovi fine con mezzi nostri”.

Riconoscono appieno il torto fatto ai palestinesi e la lro tragedia. Non di rado hanno organizzato manifestazioni a loro favore. In Israele sono stati anche picchiati o arrestati dalla polizia di Tel Aviv.

E ancora, altri rabbini affermano:

” L’esilio del popolo ebraico significa che gli ebrei devono essere cittadini fedeli delle nazioni in cui vivono e non tentare di soggiogare le preesistenti popolazioni indigene di quelle nazioni e naturalmente ciò include i palestinesi. Se Dio vorrà torneremo a vivere fianco a fianco”.

Ma le soprese non finiscono qui, perchè i Neturei Karta, un gruppo religiso ebraico ortodosso, in un documento intitolato “Statement on the world court case of the barrier wall”, pubblicato il 9 luglio del 2004 a New York, tratta anche la questione delle accuse di antisemitismo tipicamente lanciate contro i critici di Israele. Nel documento si legge:

Il gruppo religiso ebraico ortodosso Neturei Karta

” L’opposizione al sionismo e ai suoi crimini non significa odio per gli ebrei, il cosiddetto ‘antisemitismo’. Al contrario sono proprio il sionismo e i suoi misfatti a rappresentare la maggior minaccia al giudaismo e sono inoltre la più comune causa dell’antisemitismo”.

Nathan Mileikowsky

Essere contro il sionismo e contro le politiche dello stato di Israele non significa essere antisemita. E non lo si è nemmeno quando si parla delle lobby israeliane negli Stati Uniti.

Riprenderemo il discorso in seguito. Ora facciamo un salto indietro nel tempo fino al 1920 e andiamo da un cittadino bielorusso di 41 anni che è appena emigrato in Palestina con la moglie e i suoi 9 figli. Sarà il nuovo direttore di una scuola, il suo nome è Nathan Mileikowsky, ma ancora per poco, perchè cambierà il suo cognome da Mileikowsky a Netanyahu. Lui è il nonno di Benjamin “bibi” Netanyhau. E da qui inizia la scalata del monte Sion

SECONDA PARTE

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