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Il Popolo d'Italia

Fondato nel 1914 da Benito Mussolini

La scalata del monte Sion – 12a parte.

DiDirezione

Gen 16, 2024

DODICESIMA PARTE

Ora la palla passa di nuovo ad Adam Raz che nel suo terzo punto dice:

“La strategia di Netanyahu, sin dal suo ritorno all’ufficio di primo ministro nel 2009 è stata e continua ad essere, da un lato, rafforzare il potere di Hamas nella Striscia di Gaza, e dall’altro, indebolire l’autorità palestinese.

Adam Raz

Il suo ritorno al potere è stato accompagnato da un completo cambiamento rispetto alla politica del suo predecessore, Ehud Holmert, che cercava di potte fine al conflitto attraverso un trattato di pace con il leader palestinese più moderato, il presidente dell’ANP, Mahmoud Abbas”.

Ehud Holmert

Adam Raz prosegue:

“Il gruppo è stato sostenuto dal primo ministro israeliano e finanziato con il suo aiuto e quando Netanyahu dichiarò, nell’aprile 2019, che aveva ripristinato la deterrenza con Hamas e che aveva bloccato le principali vie di approvvigionamento stava mentendo spudoratamente.

Yuval Diskin

Netanyahu è colui che ha trasformato Hamas da un’organizzazione con poche risorse in un ente semistatale.

Consentire trasferimenti di denaro mentre l’inviato va e viene da Gaza a suo piacimento, accettare l’importazione di una vasta gamma di mezzi, in particolare materiali da costruzione, con la consapevolezza che gran parte dei materiali sarà destinata al terrorismo e non alla costruzione di infrastrutture civili, aumentare il numero di permessi di lavoro in Israele per i lavoratori palestinesi proveniente da Gaza e altro ancora.

Tutti questi sviluppi hannoc creato una simbiosi tra la crescita del terrorismo fondamentalista e la preservazione del potere di Netanyahu.”.

Passiamo al quarto punto, che secondo il quotidiano Haaretz era:

“Danneggiare Abu Mazen, anche attraverso l’ostilità di Hamas e impedire la divisione della terra di Israele in due stati.

Senza i fondi del Qatar e dell’Iran, Hamas non avrebbe avuto le risorse per mantenere il suo regime di terrore e i suoi leaders sarebbero stati costretti a scendere a patti con l’ANP e Israele.

Denaro rigorosamente contante per evitare la tracciabilità che è servito a rafforzare il braccio armato di Hamas fin dal 2012

Punto numero cinque:

Avigdor Lieberman

Netanyahu ha fatto trapelare un documento top secret dove si evinceva che il primo ministro Israeliano cercava di sconfiggere Hamas con vari mezzi. In un’intervista dell’ex ministro di centro destra, Avigdor Lieberman, pochi giorni prima del 7 ottobre, criticava Netanyahu per avere continuamente ostacolato tutti gli omicidi mirati.

Punto numero sei:

Secondo il quotidiano Haaretz, la possibile tregua tra i palestinesi dell’ANP e Hamas, sostenuta da Egitto e Stati Uniti nel 2017, non è stata messa in pratica a causa della dichiarazione di Netanyahu, che in più circostanze ripeteva: “La riconciliazione tra Hamas e ANP rende più difficile il raggiungimento della pace.

TREDICESIMA PARTE

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