• Dom. Gen 18th, 2026

Il Popolo d'Italia

Fondato nel 1914 da Benito Mussolini

Se qualcuno pensa che in questa foto vi sia qualcosa di cui gli italiani debbano vergognarsi, sbaglia!

I comunisti non hanno nazionalità, non hanno patria, come non hanno Dio, onore nè dignità. Essi appartengono solo a loro stessi.

I comunisti hanno una sola cosa che li accomuna, la malattia dell’anima che non riescono a camuffare e che si manifesta non appena qualcuno mette a nudo la loro patologia, la stessa che tentano di nascondere dietro parole e atteggiamenti tipici di chi vuole camuffare il proprio stato precario di salute.

Aimone Spinola è uno di questi, malato nell’anima, infarcito dell’ideologia comunista e di una dottrina schizofrenica che propaganda istericamente.

Un personaggio che, al contrario di quanto si crede, non farà vergognare la sinistra, perché la sinistra è esattamente come Aimondo Spinola, arrogante, presuntuosa, prepotente, ignorante, violenta, odiatrice, rancorosa, surreale.

Il comunismo è una malattia subdola perché si nasconde dietro la facciata del buonismo e della tolleranza, ma solo se queste possono essere applicate ad una ristretta cerchia di comodo.

Il comunista lo identifichi da come cammina, da come si veste, da come ti parla, da come ti guarda, dalle sue espressioni, dal suo gergo, dai suoi gesti. Non serve che si conoscano i suoi pensieri, lo individui già da lontano, guardandolo.

La foto rappresenta l’emblema odierno del comunista, ma dietro di lui c’e’ una storia peggiore, fatta di crimini, di pogrom, di campi di rieducazione, di fucilazioni di massa, di povertà estrema, di repressione cruenta, di interpretazioni confuse, distorte e contorte di un socialismo che non ha mai applicato, preferendo la morte alla vita, la distruzione alla crescita, la povertà universale al benesse collettivo.

L’Italia ha diversi rappresentanti di questo comunismo che nell’arco del tempo si è camuffato sotto colori, bandiere e partiti diversi, ma che ha integralmente conservato l’animo malato con cui è nato.

Ha governato con il terrore ovunque si sia radicato, ha massacrato la propria popolazione ovunque abbia messo in atto il suo socialismo malato, ha depredato fino alla consunzione terre, industrie ed economia di quelle nazioni che hanno dovuto sopportare la crudele applicazione di quella malattia ideologica.

Nonostante questo, grazie al camaleontismo di cui è dotato, il comunismo continua ad esistere.

Ma forse è arrivata la sua ora. Dopo l’arresto di Maduro e la gioia di una nazione che si è vista liberata da un dittatore feroce e crudele che ha governato per oltre 25 anni senza che nessuno gli ricordasse l’esistenza del diritto internazionale, il comunismo comincia a traballare in tutto il mondo.

E se nel mondo questa malattia dell’anima inizia ad essere mortale per chi ne è affetto, non si può che sperare nella fine che merita anche in Italia, insieme ai suoi untori.

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