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Il Popolo d'Italia

Fondato nel 1914 da Benito Mussolini

Tomaso Montanari: il becchino del fascismo!

DiDirezione

Gen 23, 2024

Ci è stato servito su un piatto d’argento l’assist offerto dallo “storico dell’arte” al secolo Tomaso Montanari.

Dietro una domanda della Gruber – dpreparata anzi tempo e offerta a Montanari in anteprima per meditare la risposta – il nostro storico dell’arte prende la zappa e scava nel cimitero del fascismo alla ricerca di Mussolini e Ciano per trovare le sue ragioni ed occultare le sue lacune.

Montanari non trova precedenti di parenti in politica ed è “costretto” a traslare il cadavere del fascismo citando Mussolini e Ciano.

Se non è una stupida provocazione questa, che fa perdere punti più al provocatore che al provocato, sarebbe il caso che qualcuno ci spieghi cosa sia.

Montanari commette due errori, ma prima di elencarli, va detto che lui lo sa bene, sa che la sua è una mastodontica fregnaccia, solo che l’ordine di scuderia del suo partito è stato ben preciso; tirare merda anche a chi non c’entra, poi se la vedrà la persona presa di mira se sarà abile a schivarla o prenderla in faccia.

E allora diciamo subito che il primo errore è il bersaglio del becchino politico, perchè la sorella della Meloni non riveste alcun ruolo politico.

Il secondo errore è la riesumazione del fascismo per potersi cibare ancora una volta, come tutti i cannibali politici dello stile di Montanari, che cercano disperatamente di agganciare in qualche modo un partito che con il fascismo non ha proprio nulla a che fare.

Dando per assodato che non esiste correlazione di parentela in campo politico tra le sorelle Meloni, Montanari fa finta di non sapere che fu proprio la famiglia Berlinguer ad avere parenti nell’agone politico, Enrico e Giovanni.

E che il povero giornalista, tormentato dal fascismo come se fosse una malattia contagiosa trasmessa da Berizzi, non sappia di questo precedente suona strano, tanto più che la sua dottrina politica discende proprio dal comunismo di Berlinguer.

Prima del capo dei comunisti italiani ci fu Alcide De Gasperi, che si portava con se la figlia, Maria Romana, come segretaria, e insieme dividevano l’indennità da premier. E Palmiro Togliatti? La fece ancoa più sporca.

Neanche i suoi compagni comunisti lo perdonarono. Prima tradì la moglie con Nilde Iotti e poi volle l’amante con se in pubblico ed in privato. E la Iotti non era certo una casalinga.

In tempi moderni abbiamo Piero De Luca, capolista del Pd nell’area di Salerno, figlio del governatore della Campania Vincenzo.

E ancora, Marco Scajola con un importante parente in politica, lo zio Claudio, esponente di primo piano di FI e più volte ministro del governo Berlusconi; Chiara Fazio, nelle liste della formazione di centro del Lazio, una dei 5 figli di Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia.

Anche in Fratelli d’Italia, se proprio vogliamo dirla tutta, e senza esserci la necessità di scavare nelle tombe, c’e’ qualche legame di parentela tra politici, forse più attinente al tema che non la sorella della Meloni.

Si tratta di Andrea Tremaglia, candidato alla Camera come capolista nel plurinominale Lombardia 3. Il nonno era Mirko, storico dirigente dell’Msi (e poi di An), decano dei parlamentari italiani eletto ininterrottamente dal 1972 per undici legislature, scomparso nel 2011.

Sempre nel partito della Meloni c’e’ Giovanni Crosetto, candiato in Piemonte, nipote di Guido, il fondatore dei Fratelli d’Italia.

E visto che il becchino politico cita il fascismo e Mussolini, è bene che lo faccia correttamente, perchè questa visione distorta, ignorante, faziosa, provocatoria e persecutoria, anche post mortem, del fascismo e dei fascisti non la si regge più.

Mentre figli, nipoti e parenti sgomitavano per accappararsi le poltrone che padri, zii e nonni mettevano loro a disposizione, Rachele Mussolini , nipote di Benito e figlia del jazzista Romano, rinunciava alla candidatura in Parlamento. Poteva farlo, se lo poteva permettere. A roma è stata la consigliera comunale più votata con 8.600 preferenze.

Pure nel movimento dei traditori a 5 stelle abbiamo qualcosa di attinente alla parentela o all’amico dell’amico in politica: Enrico Maria Nadasi, commercialista di Movimento Beppe Grillo.

Insieme all’ex comico e al nipote Enrico Grillo, Nadasi compariva come socio fondatore nel 2014 dell’associazione Movimento 5 Stelle. Ancora nel M5S, Samuel Sorial, fratello di Giorgio, capolista per la Camera, nel secondo collegio della circoscrizione Lombardia 3; Il fratello di Stefano Buffagni, Davide, terzo nel listino del secondo collegio di Lombardia 1.

Non ha invece raccolto voti a sufficienza il fidanzato della ministra Fabiana Dadone, Ergys Haxhiu.

Quindi, Tommaso con una “m”, quale sforzo mentale, fisico, intestinale ha dovuto fare per arrivare a saltare, a piè pari, 80 anni di storia della Repubblica Italiana per cancellare tutti i precedenti di nepotismo per andare ad attaccarsi al fascismo come una zecca sui attacca su un cane rognoso?

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