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Il Popolo d'Italia

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La scalata del monte Sion – 7a parte.

DiDirezione

Gen 13, 2024

SETTIMA PARTE

Il rapporto è pronto, piegato, inserito in una busta adagiata sulla scrivania del neoconservatore americano Richard Perle. Manca solo il primo ministro di Israele e nel 1996 la corsa è tra Shimon Peres, il promotore degli accordi di Oslo, e Benjamin Netanyahu, il leader del Likud.

Quindi, oltre al documento appena citato, ricordiamoci che Yitzhak Rabin, il simbolo del tentativo di riappacificazione tra Israele e la Palestina era appena stato assassinato, il primo ministro in sostituzione, Shimon Peres, decide di andare alle elezioni e avere un mandato forte per proseguire quei processi di pacificazione.

I sondaggi danno Netanyahu sotto do 30 punti rispetto a Peres. Per tutti è uno scontro impari. da una parte Peres oratore eccellente, politico d’eccellenza, stimatissimo fuori e dentro Isreaele, dall’altra un semisconosciuto Benjamin Netanyahu, semisconosciuto in Israele ma non negli Stati Uniti.

Artur Finkelstein

E’ per questo motivo che al suo fianco interverrà Artur Finkelstein, uno degli strateghi politici legati alla comunicaizone più noti del Nord America.

Dire che l’intervento di Finkelstein abbia cambiato la storia di Isreaele non è una affermazione troppo distante dalla realtà, lui di Israele non conosceva nulla ma aveva una strategia semplice, ovvero trovare un tema polarizzante ed imporlo sul dibattito pubblico. Lo slogano che sceglie è “Peres dividerà Gerusalemme”.

Sostanzialmente fa credere che Peres non avrebbe garantito la sicurezza del Paese e avrebbe svenduto Gerusalemme agli arabi. Non importa se l’accusa è vera o falsa, perchè Peres è costretto a smentirla e a quel punto il gioco è fatto.

Gli elettori associano Peres alla divisione di Gerusalemme. Ma non è solo la comunicazione a determinare la storia perché in quel peridoo avvengono diversi attentati da parte delle organizzazioni palestinesi, prima fra tutte Hamas.

Tra gli israeliani cresce la paura. Eppure la sera del 29 maggio 1996 i sondaggi danno ancora avanti Shimon Peres. Artur Finkelstein guarda Netanyahu e gli dice: “Stai tranquillo perchè io vinco sempre all’ultimo”.

Il mattino dopo Israele si sveglia con Benjamin Netanyahi come primo ministro. 50,5% contro il 49,5% di Peres, un vero e proprio miracolo politico.

E adesso il primo ministro di Israele può ricevere il report custodito dal neoconservatore americano Richard Perle intitolato: “A Clean break, A New strategy for sicuring the Realm”.

Una rottura netta, una nuova strategia per proteggere il regno.

OTTAVA PARTE

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