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Il Popolo d'Italia

Fondato nel 1914 da Benito Mussolini

L’insistenza dell’ignoranza politica.

DiDirezione

Giu 3, 2024

Non sarà letto, si sa già.

Agli antifascisti duri e puri dà fastidio leggere perche a loro piace solo scrivere, e di questo si esaltano, forse arrivano persino ad eccitarsi rileggendosi.

Ma bisogna dirlo, hanno in testa il racconto storico di chi scrisse un numero infinito di menzogne per il proprio tornaconto politico e sociale.

E’ dal ’46 che hanno seminato falsità, mistificazioni, manipolazioni e menzogne, non solo sul delitto Matteotti ma su ogni vicenda accaduta sotto il fascismo.

Credono che il fascismo sia stato quello che loro pensano. Credono che il fascismo sia stato delitti, povertà, mafia, guerra, campi di concentramento.

Padroni di crederci e di sostenere tale versione. Ma, di contro, c’e’ una forte convinzione, ed è quella che un giorno, forse ancora molto lontano, certi archivi nazionali ed internazionali verranno aperti e la verità verrà a galla prepotente e impietosa, una verità che agli attuali politici antifascistissimi non piacerà.

Occorre solo attendere che ciò accada, perchè è un questione di “quando” non di “se” si sapranno le cose per come sono andate davvero.

Ora, mettersi qui a fare discussioni su soliti argomenti, per i quali costoro sono convinti che la realtà è quella che ripetenono più sulla fiducia che non per documentazione inappellabile, spesso si rivela solo una perdita di tempo.

Ma visto che credono che il silenzio sia una forma di codardia data da una presunta mancanza di argomenti con cui rispondere, è bene che si accenda una flebile fiamma storica nei lorocervelli, pur essendo coscienti del fatto che la spegneranno all’istante dopo aver letto quello che non piacerà sapere, perchè loro sono cosi, dove vedono luce indietreggiano.

Come farebero, altrimenti, a sgambettare lungo i muri protetti dalle tenebre?

La verità, cari detrattori ciechi ed ottusi, è una piantina molto sottile che è stata coperta dai vincitori da tonnellate di catrame perchè, dopo aver constatato che non l’avrebbero potuta uccidere, l’hanno dovuta occultare.

D’altronde avevano già ammazzato coloro che avrebbero potuto dire da subito la reale versione dei fatti.

Ma quella, a dispetto degli assassini della verità, è una piantina tenace, risoluta e forte, che prima o poi riuscirà a mettere le sue foglie alla luce del sole.

Ed a quel punto il sipario antifascista, cucito ad arte dai vincitori, si sgretolerà in un millionesimo di secondo.

Una risposta alle loro accuse fu già data da Mussolini il 3 gennaio 1925, proprio alcuni giorni dopo il ritrovamente del cadavere di Matteotti, quando disse:

” …(omissis)… Ebbene, io dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea, ed al cospetto di tutto il popolo italiano, che assumo (io solo!) la responsabilità (politica! morale! storica!) di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il Fascismo non è stato che olio di ricino e manganello e non invece una superba passione della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il Fascismo è stato un’associazione a delinquere (omissis), a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato.”

Ovviamente gli ottusi detrattori, da questo contesto, hanno estrapolato la versione che gli faceva più comodo, trovando in quelle parole una sorta di “mea culpa” sui fatti accaduti.

Invece il significato è tutt’altro, basterebbe avere un po di intelligenza e assenza di indottrinamento politico avversario per comprenderlo.

Chissà se gli accusatori tutti d’uno pezzo sanno da cosa e da chi è nata l’accusa rivolta a Mussolini.

Beh, glielo svelaimo noi, da un certo Cesare Rossi, il quale, durante la sua prigionia, scrisse un memoriale che venne pubblicato dai capi dell’opposizione, cioè dai socialisti, con il quale accusava e “provava” la complicità dei vertici del fascismo al delitto Matteotti.

Ed è su quel memoriale che si sono posate tutte le accuse in base alle quali Mussolini e il suo vertice governativo sarebbero stati i responsabili del sequestro e dell’omicidio del socialista.

Ma chi era Cesare Rossi?

Un fascistissimo ex socialisa di cui Mussolini si fidò ciecamente, tanto che lo nominò per diversi incarichi subito dopo la Marcia su Roma a cui partecipò.

Fu anche un ex massone, poi dimessosi nel 1923.

Ma Cesare Rossi fu anche altro.

Dopo appena 6 giorni dal sequestro Matteotti, fu il primo indiziato, fino al punto di rimenere coinvolto nelle prime indagini del sequestro. I

ndagato non potè che dimettersi da tutte le cariche che Mussolini gli aveva conferito e poi, invece di spiegare la sua estraneità alla vicenda, si fece latitante, costituendosi spontaneamente alle autorità giudiziarie solo successivamente, ovvero il 22 giugno 1924, dopo 12 giorni dai fatti.

Ora, che il primo indagato del sequestro potesse essere anche l’accusatore di Mussolini, già detta cosi, pare irreale.

Ma la versione del memoriale “ineccepibile” faceva comodo, e fa comodo tutt’ora, ai detrattori di Mussolini e del fascismo.

Per cui l’indagato è divenuto accusatore credibile e la storia di Mussolini, mandante dell’omicidio Matteott,i è stata presa come bibbia dagli antifascisti.

Detto questo, gustatevi la vostra storia scritta a 12 mani da partigiani, angloamericani, indottrinati comunisti, antifascisti e radical chic con il libretto di Mao in una mano e i conti correnti milioniari dall’altra.

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