Il Politico è Nudo

Uno dei vantaggi della quarantena del COVID-19 (difficile a credersi ma ci sono) è quello di avere più tempo da dedicare ai propri figli e alla riflessione. Un paio di sere fa mi sono imbattuto in una fiaba le cui origini si perdono nel medioevo ma che ci regala una chiave di lettura del presente quanto mai attuale. ( https://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell'imperatore


La fiaba parla di un imperatore vanitoso, completamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento. Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto, sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti e agli indegni. I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferiscono all'imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L'imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, l'imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché; attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità che egli certo conosce, e come i suoi cortigiani prima di lui, anch'egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei tessitori. Col nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini i quali applaudono e lodano a gran voce l'eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi essi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità. L'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida con innocenza "Ma il re è nudo!". Ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla fosse successo

Volendo fare una sintesi di questa favola con tre parole chiave, sceglierei: Apparenza, Indegnità o inadeguatezza, Sincerità

L’ Apparenza

Inganna, lo sappiamo tutti, eppure è uno dei punti cardini nei nostri rapporti sociali, nelle scelte anche più razionali. Ce lo insegnano a scuola, ce lo ripetono i nostri genitori eppure è un istinto sedimentato nel nostro subconscio. Alcuni pensano perfino che l’uomo sia l’unico essere vivente ad avere coscienza del proprio senso estetico. Forse è così, ma sicuramente non è l’unico ad apprezzare il bello. Il che ci riporta molto indietro nella scala evolutiva, in una regione che sfugge alla portata della nostra ragione. Ed è per questo che i nostri cari politici, che conoscono le debolezze dell’essere umano, impersonano quotidianamente con i loro completi blu, le cravatte micro-fantasia e camicie bianche, l’apparenza dei tempi moderni. Si camuffano da perfetti uomini delle istituzioni, credibili, affidabili, competenti a beneficio delle masse che si sentono tranquillizzate, appagate da ciò che appare anche se non è.

Indegnità o inadeguatezza

Mai come ora è emerso però il limite dei politici poltronisti, funzionari di partito cementati alle loro cariche, dirigenti accoccolati nei loro grassi privilegi. Si affannano alla ricerca di visibilità elargendo dichiarazioni che sanno di populismo, incapaci di uscire dal passato, che però non funzionano oggi. Dichiarazioni autocelebrative puntualmente smentite, reinterpretate: ’Mille euro ad ognuno subito’ dice una, ‘Stampiamo moneta!’ grida l’altro, ‘Riapriamo le chiese’ afferma uno, ‘Riapriamo le aziende subito’ rilancia l’altro e via discorrendo in una prosopopea di idee strampalate condite da accuse verso tutto e tutti. Chi non ricorda #milanononsiferma e tutto il disastro in termini di vite umane che questo attivismo principiante ha provocato, o la ribellione del governatore di più di una regione alla proclamazione di una zona rossa. O del Premier di una nazione a noi vicina che prima ha invocato l'immunità di gregge, poi è tronato sui suoi passi ma solo poco prima di andare in ospedale. Alla fine, incapaci di gestire delle emergenze di natura tecnica hanno dovuto fare affidamento ad esperti. Ma il rischio per loro è che noi tutti ci rendiamo improvvisamente conto della loro inadeguatezza. Ecco allora che sono emersi distinguo, limiti per legittimare la loro esistenza, per difendere le poltrone di politici senza qualità. C’è bisogno di esperti in materia di economia, medicina, biologia, gestione di strutture sanitarie e via discorrendo, ma c’è bisogno anche di ‘esperti della decisione’. Ma che competenza è? Sarebbe interessante capire, leggendo il loro CV, dove hanno acquisito questo raffinato strumento, scuola, università o impresa che sia. Ma non è la formazione specifica unita all’esperienza in un determinato campo il fondamento della capacità di decidere? La scienza, non la politica, deve avere il primato, ora più che mai. Ma la vera sfida apparirà ai nostri occhi quando questa crisi sarà passata e dovremo ricostruire il nostro presente per assicurarci un futuro all’altezza della nostra storia. E allora chi le prenderà le decisioni? A chi ci affideremo?

Sincerità

A persone competenti che faranno ripartire il paese o persone che solleticheranno e soddisferanno i nostri interessi personali? Ebbene tutti sappiamo che i governanti rispecchiano i governati. Ci siamo costruiti un alibi additando tutte le colpe alla classe dirigente. Ma dobbiamo ritrovare coraggio, spirito critico e riconoscere i nostri errori, ammettere anche la nostra di inadeguatezza come elettori, cittadini. In fondo li abbiamo scelti noi. Ma se vogliamo cambiare le cose veramente non possiamo illuderci semplicemente di farlo alle prossime elezioni. Non potremo che scegliere sempre loro, i politici tronisti, poiché non lasceranno mai spazio a persone nuove, competenti, responsabili. Hanno creato un sistema estremamente complesso col solo fine di erigere barriere all’ingresso del nuovo. Ai livelli alti presidiano tutto. Dobbiamo perciò iniziare il cambiamento dal basso, cambiare prima noi stessi, la nostra propensione al compromesso, la voglia di essere i più furbi, fregare chi ci sta vicino, iniziare a lavorare duro e ricostruire tutto non come prima, ma meglio di prima! Solo così torneremo protagonisti della scena culturale ed economica mondiale, riprenderemo in mano il nostro destino.

I nostri Politici sono Nudi, noi siamo nudi!